Non poteva esserci rappresentazione migliore del concetto espresso ne Il Manifesto della prima libreria: ITACA. Non è un caso che racconti il viaggio di rientro di Ulisse in patria, dopo aver trascorso 7 lunghi anni nell'isola di Calipso — il concetto di nòstos diventa, quindi, il sommo emblema del viaggio di ritorno al ruolo culturale, sociale e valoriale che ci appartiene.

Il libro da cui ho tratto ispirazione per
questa libreria è «Un'Odissea» di Daniel Mendelsohn.
Ne consiglio vivamente la lettura.
Elementi costituenti
La libreria si legge dal basso verso l'alto, come il viaggio che racconta: ogni elemento è una tappa del nòstos di Odisseo.

01 / 04 — Tridente e Spola
Attesa e Prigionia
La libreria è composta da due gruppi in bronzo, disposti simmetricamente alle basi. Ciascuno di essi è formato da tre cilindri che compongono un tridente, attraversati e serrati da un perno che rappresenta una spola.
Il tridente è un richiamo simbolico alla figura di Poseidone — dio del mare — che impedisce a Odisseo il ritorno a Itaca per avergli accecato Polifemo, figlio suo e di Toosa. Non a caso questa figura si colloca nella parte inferiore della libreria, in esatta contrapposizione all’apice che è simbolo del rientro in patria e meta finale del viaggio.
Il secondo elemento è la spola che, dal canto suo, rimanda all’arte della tessitura. Il richiamo è dunque alla figura di Penelope che, per guadagnare tempo nell’attesa del ritorno del suo amato, cerca d’ingannare i Proci, promettendo loro di concedersi in sposa solo quando avrà finito di tessere il sudario: tessendolo di giorno e disfacendolo di notte. L'intero blocco di base partecipa a questa allegoria: i cilindri in bronzo ricordano i pesi usati nell'antichità per tendere i fili del telaio. Questi ultimi sono incarnati dalla corda di canapa che, in questo snodo della libreria, si dirama nei suoi capi costituenti, restituendo visivamente l'immagine di un intreccio tessile.
Sul lato opposto si erge il secondo gruppo in bronzo, speculare al primo ma con una distinzione cruciale: la spola è d'oro. Il richiamo omerico è palese: “...ella dentro cantando con bella voce, passava per la tela con la spola d’oro”. Viene così presentata Calipso da Omero, ponendosi come elemento che controbilancia la libreria non solamente dal punto di vista strutturale, bensì anche narrativo: Calipso, infatti, è la seconda figura femminile predominante nell’Odissea che imprigiona Ulisse per sette lunghi anni sulla sua isola poiché ne è follemente innamorata: “Io non sono disposta a lasciarti andare, ti obbligo a stare con me, nella mia isola”.
Questo doppio significato di amore ricambiato — atteso, positivo — e non corrisposto — obbligato, negativo — viene qui fortemente espresso tramite il bilanciamento strutturale, tenuto sempre in bilico, come vedremo in seguito, dal sostegno.

02 / 04 — Ripiani di Abete
La Navigazione
Seguendo la tessitura del nostro viaggio, si approda alla parte centrale, dove la libreria presenta quattro assi di legno la cui forma e scelta del materiale simboleggiano il tema della navigazione di Odisseo per il suo rientro a Itaca attraverso il mare. L’Abete, infatti, era il legno maggiormente utilizzato nell’antica Grecia per la costruzione dei vascelli, mentre le sagome smussate richiamano proprio le costole degli scafi.
Si passa così da una situazione di stabilità a una di mobilità: Odisseo abbandona Calipso, grazie all’intercessione di Atena, e si rimette in mare verso la propria patria. Il fatto che la struttura fluttui quando è scarica, ossia priva di libri, è un’allegoria visiva della navigazione e un richiamo alla presa di coscienza che senza cultura siamo come marinai in balia del mare.
Spetta a ciascuno di noi, tramite le proprie esperienze di vita, soggettive e intime, riempire questi scaffali con i libri del proprio vissuto per poter stabilizzare la propria imbarcazione, tracciare una rotta consapevole e rientrare finalmente in patria.

03 / 04 — Arco e Freccia
Lotta ed Equilibrio
Nella parte superiore della libreria, gli elementi costituenti la corda si ricompongono e intrecciano: stiamo per concludere il nostro nòstos. Gli elementi dell’arco e della freccia appaiono centrali e sono un esplicito richiamo alla lotta di Odisseo con i Proci per riconquistare Itaca. Il materiale scelto è il Tasso, legno che ha definito la storia millenaria dell’arcieria.
Sebbene l’arma dell’eroe fosse un arco composito, si è voluto in questo caso celebrare l’archetipo puro dell’arco. Il tasso, che racchiude per sua natura il perfetto equilibrio tra trazione e compressione, diventa così il manifesto ideale di questa architettura. Eppure, sottesa a questa struttura, si cela un’ulteriore riflessione: qualora il legno fosse stato dritto, il peso caricato sulla struttura avrebbe allungato la corda di canapa per deformazione elastica, facendo cedere l’elemento “freccia” e compromettendone la funzione strutturale.
La forma arcuata nasce, dunque, da un calcolo ingegneristico innovativo e rigoroso volto a bilanciare le forze in gioco. E questa, in fondo, non è la medesima prova alla quale fu chiamato Odisseo al suo rientro in patria? Invece di cedere all’impulso dei sentimenti, l’eroe dovette ponderare le forze in campo, dominare le proprie emozioni e sfruttare le abilità maturate nel lungo viaggio — astuzia, calma e azione calcolata — per riappropriarsi della sua terra e della sua amata.

04 / 04 — Sostegno
Il Nòstos
L’ultimo elemento, a sostegno dell’intera struttura, prende la forma di un’antica gamba di letto per farsi simbolo del celeberrimo talamo nuziale che Ulisse aveva costruito ricavandolo da un albero di Olivo.
È grazie a questo segreto, custode della loro più profonda e inviolabile intimità, che Penelope riconosce finalmente il suo sposo. Questo unico elemento portante allude anche all’inesauribile forza di volontà che Ulisse ha dovuto mostrare per superare tutte le sfide che il viaggio di rientro gli ha posto e tornare dalla sua amata, diventando la massima materializzazione dell’amore che sostiene e guida.
Si chiude così il climax materico della libreria: dopo l’Abete per il viaggio e il Tasso per la lotta, l’Olivo segna la stabilità ritrovata. Non c’è più mare da sfidare né tempo da rincorrere: il nòstos di Ulisse, come anche il nostro, si conclude qui.

Ingegneria dell'Equilibrio
Gli elementi dell'arco e della freccia non assolvono solo una funzione narrativa: costituiscono un complesso nodo strutturale. Attraverso una precisa ridistribuzione delle forze agenti, la geometria arcuata annulla il momento flettente sull'incastro a parete, garantendo un ancoraggio di eccezionale sicurezza e stabilità.
Questa soluzione, inedita nel panorama del design d'arredo, è stata oggetto di un deposito di brevetto a tutela della sua funzionalità innovativa.


